Le segreterie territoriali
di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno inviato una lettera al Prefetto
di Foggia, Luisa Latella, per
chiedere un incontro urgente sulla vertenza che riguarda i lavori di
realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Caserta – Foggia, tratta
Bovino – Cervaro. Le organizzazioni sindacali sono “fortemente preoccupate” per
il blocco dei lavori ed i gravi rischi sulla tenuta occupazionale, causati
dalla situazione di crisi in cui versa l’impresa appaltatrice Rabbiosi Spa, per
la quale operano 37 lavoratori, di cui 24 sul territorio di Foggia.
Feneal, Filca e Fillea,
evidenziando “l’importanza dell’opera per lo sviluppo del territorio”, rilevano
“che la stessa a tutt’oggi doveva essere già terminata e che, invece, è ferma
al 60%”, nonostante sia completamente finanziata e pur non registrando alcuna
problematica nei pagamenti da parte del committente Italferr. Problematiche che
riguardano invece la società Rabbiosi, la quale, dopo aver fatto ricorso ad un trattamento di CIG in
deroga dal 28 maggio al 31 agosto 2013, per 21 unità di cui 2 occupate a Roma e
19 a Foggia, “permanendo la situazione di crisi”, ha ottenuto la prosecuzione
della CIG per un numero maggiore di unità lavorative, complessivamente pari a
25, a partire dal 1 settembre al 31 dicembre 2013.
“Bisogna arrivare presto
al reimpiego di tutti i lavoratori – affermano i segretari generali Alessandro Scarpiello, Urbano Falcone,
Giovanni Tarantella – per questo motivo, chiediamo un chiarimento sulla
situazione in cui versa l’azienda, che deve garantirci la piena operatività,
unitamente all’ impegno a riaprire immediatamente il cantiere per la
realizzazione della linea ferroviaria, che è – sottolineano i responsabili
sindacali - fondamentale per i collegamenti tra la Puglia, la Campania ed altre
importanti aree del Paese. Il perdurare del blocco dei lavori mette a rischio
la realizzazione dell’opera, strategica per il territorio, che assolutamente non
deve – concludono Feneal, Filca e Fillea - rimanere incompiuta, diventando l’ennesima
cattedrale nel deserto in terra di Puglia”.