Sull’edizione di oggi del Corriere della Sera è riportata un’intervista al sen. Pisanu che si addentra in un’analisi del contesto politico del centrodestra italiano e della sua “auspicabile” evoluzione in un nuovo soggetto politico liberal democratico, laico e cattolico, ecc., che unisca i moderati. Evoluzione obbligata onde evitare “ulteriori sconfitte e con il pericolo di rifluire verso la destra più conservatrice”.
Il mio intervento non vuole essere quello di un ex e nello specifico An, semmai pieno di paure o che vuole forzatamente fare una difesa d’ufficio contro l’idea di Pisanu, ma solo delle semplici considerazioni di un dirigente del Pdl che in questi anni ha vissuto intensamente la politica in provincia ed in una terra, la Basilicata, feudo da sempre catto-comunista.
Il mio intervento non vuole essere quello di un ex e nello specifico An, semmai pieno di paure o che vuole forzatamente fare una difesa d’ufficio contro l’idea di Pisanu, ma solo delle semplici considerazioni di un dirigente del Pdl che in questi anni ha vissuto intensamente la politica in provincia ed in una terra, la Basilicata, feudo da sempre catto-comunista.
In primis, chiarisco che non condivido affatto il pensiero di Pisanu quando tenta di attribuire le ragioni della crisi del Pdl al “contenitore” e agli “attuali condizionamenti politici”. Ricordo come questo Pdl nel 2008, allora solo un’idea, una bandiera ed una speranza, vinceva le elezioni con un consenso elettorale maggiore dei partiti che avevano rinunciato a presentarsi con le proprie identità. Da allora, ricordo l’anno successivo con il trionfo alle elezioni europee e poi ancora quello ottenuto alle elezioni regionali.
Allora, preso atto di tuto ciò, è doveroso chiedersi ma è davvero il contenitore del Pdl che non ha funzionato o altro?
E inoltre, è realmente il Pdl che non riesce più ad unire i moderati?
Eppure nel 2008, nel 2009, nel 2010, gli stessi italiani che oggi ci guardano con sospetto ci avevo dato fiducia. Questo semplice pensiero mi porta a sostenere che le ragioni sono altre. Quanto avrà inciso nei moderati o meglio negli italiani di centrodestra la politica del governo nazionale non sempre compresa, le vicende giudiziarie e non solo che hanno visto coinvolto il Presidente Berlusconi, la crisi economica internazionale, l’abdicazione della politica in favore dei tecnici, e il sostegno ad un Governo Monti vissuto finora solo come lo strumento per tartassare i cittadini. Probabilmente queste e non solo le ragioni di una crisi del Pdl, oggi pagata da quei dirigenti territoriali che nonostante tutto hanno deciso di candidarsi in questa tornata elettorale.
Eppure nel 2008, nel 2009, nel 2010, gli stessi italiani che oggi ci guardano con sospetto ci avevo dato fiducia. Questo semplice pensiero mi porta a sostenere che le ragioni sono altre. Quanto avrà inciso nei moderati o meglio negli italiani di centrodestra la politica del governo nazionale non sempre compresa, le vicende giudiziarie e non solo che hanno visto coinvolto il Presidente Berlusconi, la crisi economica internazionale, l’abdicazione della politica in favore dei tecnici, e il sostegno ad un Governo Monti vissuto finora solo come lo strumento per tartassare i cittadini. Probabilmente queste e non solo le ragioni di una crisi del Pdl, oggi pagata da quei dirigenti territoriali che nonostante tutto hanno deciso di candidarsi in questa tornata elettorale.
Bene il Pdl, in un momento così difficile dove gli italiani hanno perso le loro sicurezze, ha il dovere di riaccendere quella speranza che fu il cuore del grande consenso ottenuto nel 2008. Come? Certo non immaginando che gli italiani si accontentino di cambi di casacca o semplicemente “scomposizioni e ricomposizioni” del quadro politico tanto care al sen. Pisanu, oggi il Pdl deve essere da esempio, correggendo i suoi errori e rilanciando un progetto fatto di idee e di tanta concretezza in cui gli italiani possano trovare la certezza per il loro presente ed il loro futuro. Oggi non servono idee da “Gattopardesca” memoria, gli italiani non sono degli stupidi, oggi rigettano la politica in quanto è vista solo come casta e privilegio, oggi rinnegano il ruolo della politica in quanto incapace di proporre soluzioni ai problemi quotidiani, chiedono semplicemente un governo ed una classe politica che lavori per il bene comune. Il lavoro, lo sviluppo, il benessere diffuso non lo si ottiene condannando un partito e banalmente ricostituendone un altro, così come fa Pisanu, ma lavorando tutti per il bene comune ognuno per il proprio ruolo e la propria competenza.
Potenza 13/05/2012
Potenza 13/05/2012
Gianni Rosa – Vice Coord. Regionale Vicario Pdl Basilicata