GINESTRA. 1 NOVEMBRE 2010. UN SUCCESSO LA II FESTA DELLA VENDEMMIA E COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI ALLA RISCOPERTA DEI PIATTI TIPICI AUTUNNALI PROMOSSA DALLA PRO-LOCO “ZHURIAN”. PRESENTI DUE APPASSIONATI DI RICETTE ANTICHE PROVENIENTI DA CASERTA. RACCOLTI FONDI PER LA RISTRUTTURAZIONE DELLA SANTUARIO DEL PAESE.
Ginestra.
Ancora una volta ha riscosso successo e partecipazione di pubblico la II festa della vendemmia organizzata dalla pro-loco “Zhurian” in piazza Raffaele Ciriello. Il caratteristico Arco Forno ha fatto da cornice a questo evento enogastronomico autunnale nel quale hanno partecipato tante famiglie del posto ed alcuni provenienti da paesi limitrofi. Protagonista della serata, la degustazione di piatti tipici legati al periodo della vendemmia (pane cotto e cime di rape; patate lesse e peperoni cruschi, verze e fagioli) e alcuni piatti preparati in occasione della Commemorazione dei Defunti (grano cotto con vino cotto, pasta casereccia cotta con vino cotto (frengiul). E’ stata fatta anche la dimostrazione della pigiatura dell’uva e della torchiatura dei mosti, con l’utilizzo di utensili per la vendemmia, custoditi nelle botteghe del Borgo dei Sapori Arbereshe. L’assaggio di questi prelibati piatti, di una volta era gratuita, chi voleva contribuire, poteva devolvere un’offerta libera per la ristrutturazione del Santuario della Madonna di Costantinopoli, i cui lavori finali sono previsti per maggio 2011. Sono stati raccolti più di 150 euro. Tra i presenti c’erano due appassionati dei sapori di un tempo, i dott.Manuela Schiamone e Giuseppe Guerra, provenienti da Caserta, componenti di un’associazione no Profit,“Kairos”, che fa assistenza sociale nelle famiglie. Hanno approfittato di questi giorni di festa per visitare la zona del Vulture-Melfese e conoscere alcuni centri, tra questi Ginestra. Avvicinati a fine degustazione di questi piatti, hanno riferito: “sulla guida del Touring Club Italia siamo stati attratti dal nome Ginestra, paese di origine arbereshe. Siamo in cerca di sapori di un tempo e questo evento, di cui non eravamo a conoscenza, è stato proprio calzante. Siamo contro la globalizzazione, che fa perdere la propria identità. Dei piatti assaggiati, semplici ma gustosi,c’è solo uno simile, il pan cotto con cime di rape, che si mangia nell’alto casertano nel periodo natalizio. Ci è sembrato di stare ad una festa a casa di amici, abbiamo vissuto uno spirito comunitario che testimonia il legame alla propria terra. Ci ha colpito la tanta accoglienza e cordialità, ritorneremo presto da queste parti”. Da Melfi Maria Mele., Teodoro Lanzillotto. e Fausto Anastasia sono rimasti felici di questa serata: “è una festa che trasmette le tradizioni del posto, come le erbe ancora utilizzate oggi.ringraziamo le massaie della pro-loco per averci fornito informazioni sulle pietanze preparate. Le istituzioni dovrebbero sostenere di più queste manifestazioni che hanno dei forti legami con il proprio paese”. Da Ripacandida era presente un folto gruppo, tra questo alcuni emigranti, A. e M. D’Adamo, A. e R. Leopaldi che hanno approfittato delle feste di Ognissanti per venire a trovare i propri cari. Hanno riferito: “ abbiamo rivissuto momenti di gioventù, quando da piccoli crescevamo con questi piatti”. M. D’Adamo che ha sposato una milanese ha detto: “mia moglie non era a conoscenza dell’esistenza di questi piatti, dopo averne assaggiati qualcuno, adesso li gustiamo insieme”. Infatti questi emigranti quando scendono nel proprio paese, si caricano di prodotti del proprio paese. Nicola Labriola, un volontario della pro-loco, a nome degli altri componenti, ha sentenziato: “ la nostra festa dei poveri è riuscita, nonostante l’assenza di alcuni personaggi pubblici del paese”.
Lorenzo Zolfo