29 OTTOBRE 2010. ROMA TEATRO ARGENTINA. PREMIAZIONE CONCORSO NAZIONALE SCOLASTICO DI DRAMMATURGIA GIOVANILE. 3° POSTO PER IL LICEO CLASSICO “QUINTO ORAZIO FLACCO” DI VENOSA PER AVER PORTATO IN SCENA ALCUNE SATIRE DI ORAZIO DAL TITOLO: IL “VIAGGIO”.
Venosa.
Prestigioso riconoscimento per una scuola di Venosa, il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco”. Nell’anno scolastico 2009/2010 alcuni alunni della scuola venosina hanno partecipato al laboratorio di teatro e drammaturgia condotto da Lucilla Falcone di Lavello, dell’associazione culturale “La Buona Creanza” A fine anno, gli stessi alunni nello splendido scenario del Castello Pirro del Balzo di Venosa, hanno portato in scena alcune satire di Orazio dal titolo: “Il Viaggio”. Con questo testo “Il Viaggio” scritto e prodotto dalla prof.ssa Lucilla Falcone, il Liceo Classico ha partecipato al concorso nazionale “Teatro Giovane Mazzella” vincendo il 3° premio. Lo scorso 29 ottobre si sono tenute le premiazioni e la consegna di attestati al Teatro Argentina di Roma ed il Liceo Classico di Venosa era rappresentato dalla referente del progetto teatrale Lucilla Falcone, dalla referente del progetto scolastico, prof.ssa Falcone e da due ex alunni. Di ritorno da Roma, Lucilla Falcone abbastanza emozionata ha riferito: “ Per me e per la scuola è stato un grande onore rappresentare la Basilicata...e vincere un premio inaspettato, tra le tante scuole partecipanti. E’ stato un riconoscimento importantissimo, perchè il mio testo è stato riconosciuto meritevole, insieme alla scuola, e giudicato da una giuria da Brividi!!!”.
Un premio questo che premia Lucilla Falcone e l’associazione culturale “La Buona Creanza” che ogni anno lotta per un laboratorio di teatro e drammaturgia nella scuola ritenendolo di grande aiuto alla crescita culturale e personale dei ragazzi in quanto la stessa Lucilla considera il teatro una scuola di vita: “ Nel compito di educatori, spesso ci si domanda quali parole, quali dinamiche usare per arrivare a farsi comprendere dai ragazzi, per convincerli che il teatro e l’arte non sono quelle che spesso la televisione con i reality ci fanno vedere.
E allora pian piano parlare il linguaggio del teatro come quello della vita, parlare con la loro voce e far parlare. Guardare i ragazzi ed immaginare che in loro ci sia già il seme di quella follia, allora Orazio o altri personaggi, diventano uomini vicini, con paure e convinzioni, sogni e fragilità, proprio come loro. La curiosità di scoprire e raccontare, raccontandosi, la storia dei personaggi che fino a quel momento hanno visto imprigionata nelle pagine di un libro, trascinare fuori da un libro di storia o di letteratura la vita di questi uomini che prima di essere grandi hanno fatto diventare noi uomini”.
Ed è dalla curiosità di parlare in modo vero, ironico e poetico, che è nato dalla penna esperta di Lucilla Falcone, il testo su Orazio.
Le satire di Orazio sono diventate uomini, donne e storie, cucite addosso ad ogni personaggio che diventano persone, vere.
Le parole dei Sermones, diventano teatro sapientemente messe in scena con la regia e la guida di Lucilla Falcone.
I professionisti dell’Associazione La Buona Creanza hanno curato l’allestimento e la preparazione linguistica e artistica dei 17 alunni del Liceo Classico di Venosa che, per sei mesi, hanno seguito il laboratorio di recitazione, scrittura e drammatizzazione teatrale.
La cornice pensata a conclusione del lavoro, la corte del Castello di Venosa, hanno creato con la regia luci di Francesco Chiappinelli, i video curati da Nicola Abbiuso e le tecniche sceniche della coreografa Maira Parente, un viaggio indimenticabile che ha lasciato in tutti, attori e pubblico, il piacere di vedere vivo e attuale il nostro passato.
Nel gruppo teatro, il risultato di aver lavorato assaporando il lavoro di gruppo e non solo guardare alla meta, al traguardo, ma al viaggio, come premio.
Dei 17 attori, alcuni sono alla conclusione del loro cammino scolastico, ed è a loro che l’autrice Lucilla Falcone ha dedicato questo lavoro, chiudendo lo spettacolo augurando loro di “non piangere perché qualcosa è finito, ma di sorridere perché è accaduto. La vita è ciò che facciamo di essa, i viaggi sono i viaggiatori, ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo. Per andare dove amico mio? Non lo so, ma dobbiamo andare”. Ed il premio di Roma testimonia l’impegno profuso da questa dinamica artista del teatro.Ecco i nomi dei protagonisti: G. Palumbo V D; A. Greco I A; Mar.e M.Bruno I D; D. D’Acunti I D;A. e G. Romanelli II C; G. De Luca II C; L. Latorraca, E. D’Argenzio e M. Martino di II C; L.Brunetti e M. D’Errico di III A; P. Bonifacio, F. Lifranchi e L. Perillo di III B;A. Bochicchio di III C.
Lorenzo Zolfo
