1 GIUGNO 2010. GLI OPERATORI SANITARI DEL 118 DI MELFI DENUNCIANO UNA SERIE DI PROBLEMATICHE. “SERVE PIU’ PERSONALE E MAGGIORE RICONOSCIMENTO PROFESSIONALE DA PARTE DEGLO ORGANI COMPETENTI”.
Con lettera inviata al Ministero della Salute, al presidente della Regione Basilicata, De Filippo, al direttore generale dell’Asp, Pasquale Amendola ed al direttore di Basilicata soccorso, Dr. L. Mileti, gli Operatori Sanitari, medici-infermieri-autisti, della P.T.S. 118 Mike3 di Melfi denunciano una serie di problematiche inerente il servizio di emergenza/urgenza 118, più volte segnalate agli Organi competenti, ma sempre disattese. In particolare in questa lettera denunciano: “Carenza cronica di personale infermieristico, che si protrae nella P.T.S. di Melfi dal novembre 2009, data in cui è stata concessa una mobilità a compensazione (scambio consensuale), con una unità in aspettativa per maternità, mai sostituita, il tutto in palese contrasto con le norme contrattuali. Situazione precaria che sarà ancor più critica in previsione del godimento dei periodi di ferie estive (non più revocabili, come in effetti è avvenuto nei mesi scorsi) anche in previsione del fatto che dal mese di agosto c.a. verrà a mancare un'altra unità per mobilità extraregionale . Inoltre, per tamponare la carenza di personale è stato autorizzato, previa delibera, il lavoro straordinario, inteso da molti come imposizione arbitraria e non, come di regola avviene, a discrezione del dipendente;Medici che a sei anni dall'inizio del 118 in Basilicata risultano ancora titolari di Continuità Assistenziale, letteralmente “parcheggiati” nel servizio di emergenza/urgenza 118, senza dare loro una identità giuridico-amministrativa, anche dopo essere risultati idonei all'avviso pubblico regionale per l'inquadramento nella dirigenza medica (Deliberazione di Giunta Regionale n.105 del 26.01.2010); Mancato riconoscimento, da parte degli autisti di ambulanza, del livello economico Bs, i quali svolgono mansioni superiori rispetto al profilo professionale di autista livello economico B e presenza di disparità giuridico-economico tra autisti appartenenti alla stessa Azienda; Sospensione del pagamento dei progetti obiettivo per il personale del 118 dal mese di settembre 2009 ed esclusione dagli “incentivi produzione” derivanti dal fondo della produttività collettiva; Mancanza di Corsi di aggiornamento (base, avanzati e retraining) da parte di Basilicata Soccorso. Alla luce di quanto esposto è forte il rammarico degli operatori sanitari 118 di Melfi che, con all'attivo oltre ottomila interventi in urgenza (a tutto beneficio dell'utenza) , hanno creduto e investito in un servizio che in effetti in sei anni non è mai decollato. Si ricorda che il 118 in Basilicata è stato avviato nel maggio 2004 (ultima Regione a farlo) e che in base alla L.R. 21/99 entro un anno doveva essere a pieno regime, per personale e per postazioni territoriali attivate. Cosa che in effetti non si è verificato, anzi le cose sono andate via via peggiorando, fino al completo disinteresse da parte delle Istituzioni che evidentemente sono state, forse volutamente, artefici e garanti di un 118 attivo solo sulla carta, considerato da molti come spreco di risorse economiche e professionali. E a pensare che la cultura del 118 in altre regioni è così forte, tanto da concentrare le proprie risorse economiche-finanziarie ed umane proprio sul servizio di emergenza-urgenza, considerato “ fiore all'occhiello” di una sanità che funziona. Pertanto, nel rivendicare che le parole “diritti” e “meritocrazia” non passino in secondo piano, è viva la speranza che il servizio 118 in Basilicata possa finalmente porre le basi per dare delle risposte certe e concrete, sensibilizzando e responsabilizzando chi di dovere, affinché anche in questa regione si possa avere un servizio di emergenza-urgenza 118 d'eccellenza al pari di altre realtà”.
Lorenzo Zolfo