![]() |
| Davide Rondoni |
Poeta e scrittore
italiano, Davide Rondoni è l’autore dell’audiovisivo “Rupe Cielo”, girato nelle
chiese rupestri di Matera e lanciato lo scorso anno in occasione del “Meeting
per l’amicizia fra i popoli”.
Ad un anno dalla
realizzazione del video, l’Apt ha incontrato Rondoni nell’edizione 2014 della
kermesse culturale, dove
l’Agenzia di promozione territoriale, presente con un
suo stand, è tornata per proporre la Basilicata e i suoi tesori sacri.
Che impatto ha avuto sulla sua considerazione della
regione la realizzazione dell’audiovisivo?
Ha aggiunto alla mia
conoscenza la consapevolezza dell’energia di questa terra. Che la Basilicata
abbia grandi panorami e grandi scenari pieni di luci, oltre a particolari
agglomerati urbani, e che Matera sia straordinaria, è cosa nota, anche se tutte
le volte che ci si arriva se ne rimane affascinati. Quel viaggio dentro il
ventre della terra, tra le pitture rupestri, mi ha fatto scoprire meglio come
l’energia della Basilicata non sia solo la natura, il panorama, ma anche la
capacità culturale e umana che identificano una terra abitata, lavorata,
sudata, dipinta. Questa consapevolezza l’ho consolidata meglio dopo l’esperienza
della video narrazione.
Una terra “lavorata” dalla gente, nel passato e nel
presente. Lei questa gente l’ha conosciuta: com’è?
I lucani? È meglio averli
come amici.
La Basilicata non è solo Matera. Dove le piacerebbe
vivere, per poi raccontarlo ancora, un nuovo viaggio lungo il territorio
lucano?
Per certo della Basilicata
so questo: non capisci mai dove inizi e dove finisca. Sono stato a Policoro,
partendo da Lecce, una volta in regione, ho attraversato vedute meravigliose
lungo il percorso. Gioco spesso sul termine Lucana, alternandolo a “luceania”
perché in questa regione ci sono giochi di luce splendidi, come quelli che ti
portano verso la costa ionica.
La sua idea di Basilicata prima e dopo
l’audiovisivo?
A Matera ero già stato per
lavoro in occasione di manifestazioni di poesia e ho constatato, come tutti,
quanto fosse bella, ma non avevo messo a fuoco gli aspetti più forti. Non posso
dire di conoscerla bene, anche perché, nel suo complesso, la Basilicata è
misteriosa, non si lascia scoprire molto facilmente, però ne sento di più il
fascino, il sapore, l’odore. E poi la duplice natura che la mostra piccola e
sconfinata costituisce un po’ anche la sua forza.
In occasione dell’incontro: “Ai confini della
realtà. Leggere la storia, leggere le stelle”, durante il Meeting di Rimini,
lei ha definito la meraviglia come “qualcosa che ti arriva quando non lo
aspetti, che non sai quando e come ti prende”. La pensa così anche in relazione
alla Basilicata?
L’esperienza di meraviglia
che ho vissuto in Lucania per me è stata importantissima. Non è solo Matera,
certo, io ci sono stato tante volte e posso dire: “La conosco”, poi ritorno e
mi meraviglia ancora, come tutta la regione, che ti suscita meraviglia e non
sai mai cosa succede.
APT Basilicata
