“Non voglio una città militarizzata ma piuttosto una città che raccolga
tutte le sue forze per diventare
“polizia essa stessa della collettività”. È con queste parole che il
sindaco Ernesto La Salvia, ha commentato
il punto all’ordine del giorno “Situazione
Ordine Pubblico nel territorio cittadino”, approvato all’unanimità (20
consiglieri presenti) questa mattina, sabato 5 aprile, dal Consiglio comunale.
Il Consiglio monotematico è stato
convocato dal presidente del Consiglio, Pasquale
Di Fazio, su
richiesta dell’Amministrazione comunale e dei Capigruppo
consiliari, in seguito ai gravi fatti di cronaca che si stanno susseguendo da
un po’ di tempo nella città di Canosa. Inoltre, per questo motivo il sindaco ha
incontrato il Prefetto il 27 marzo scorso, chiedendo che si riunisca al più
presto il Comitato per l’Ordine Pubblico. Hanno preso parte al Consiglio
comunale anche il luogotenente dei Carabinieri, Savino Silecchia. il
sostituto commissario della Polizia di Stato, Michele Sergio, il vicecomandante della Polizia Municipale, Francesco Capogna, e alcuni
rappresentanti della Forze dell’Ordine.
“Il Consiglio comunale – si legge nella delibera approvata - avendo avuto riscontro del recente ripetersi
di gravi e preoccupanti episodi di criminalità perpetuatisi a danno del tessuto
sociale ed economico della città di Canosa, ed intenzionato ad esprimere la
totale solidarietà verso quei cittadini vittime di episodi criminali, è
determinato nel sostenere la legalità come unica ed indispensabile garanzia del
corretto vivere democratico, ed è contrario ad ogni forma di condizionamento
che tali atti criminosi possano indurre nei confronti del comune vivere
civile”. Si impegna così a “porre in
essere tutte quelle iniziative tese a promuovere la “cittadinanza attiva” con
le associazioni culturali, sociali, sindacali, datoriali, presenti sul
territorio affinché si attui ogni forma di organico contrasto alle citate forme
di criminalità, favorendo una maggiore collaborazione tra i cittadini tutti,
con il fine di sancire il semplice concetto che nessuna forma di criminalità,
sia spontanea che organizzata, potrà trovare terreno fertile nel contesto
socio-economico che questo Consiglio comunale rappresenta”.
Molti sono stati gli interventi
da parte di assessori e consiglieri comunali che hanno espresso solidarietà
alle vittime della criminalità e condanna nei confronti di chi ha commesso tali
reati. “Non voglio una città
militarizzata – ha ribadito il sindaco -, perché non servirebbe certo a ridurre un tasso di microcriminalità che,
almeno dai numeri ufficiali, non è superiore alla media locale, ma che ciò
nonostante resta intollerabile per l’intera collettività. Non si può infatti passar
sopra l’illecito, a maggior ragione quando questo tenta di fare il cosiddetto “salto
di qualità”: sarebbe davvero preoccupante, infatti, se venisse confermata dalle
Forze dell’Ordine, l’ipotesi che a Canosa si siano verificati fenomeni di
estorsione ai danni di imprenditori. Una novità assoluta per il nostro
territorio. Tutta la città si unisca affinché diventi “polizia essa stessa
della collettività”. Non si deve voltare la testa davanti a fatti criminosi,
dai più gravi ai meno gravi, dalla rapina, al furto, al gettare l’immondizia
per strada. Lamentarsi che tutto vada male, nascondersi dietro la paura, è
garanzia che prima o poi si venga direttamente colpiti dalla criminalità. Per
questo oggi la politica si è espressa a sostegno delle associazioni, dei
movimenti, delle scuole, e di tutti quei meccanismi virtuosi che investono nel
tessuto sociale come “cura”del territorio; tutto questo prima ancora che
investire nella richiesta di repressione: una proposta che, oltre a non essere
di competenza comunale, vorrebbe significare delegare ad altri il mantenimento
di una formale “civiltà del rispetto dell’altro”.