| Ministro Massimo Bray |
“La valorizzazione dei beni culturali come motore di
crescita economica. I Tesori di Canosa di Puglia”. Sindaco La Salvia: “Vogliamo essere sinergici
con tutte quelle operazioni che, da qualsiasi parte provengano, abbiano lo
scopo di promuovere questo territorio”
“In tutto il
nostro Paese ci sono beni artistici che ci arricchiscono e potrebbero diventare
il futuro della nostra economia. E Canosa è un unicum che certamente va
valorizzato”. Sono queste alcune delle parole espresse da Massimo Bray,
ministro per i “Beni e le attività culturali e turismo” intervenuto al convegno “La valorizzazione dei beni culturali come
motore di crescita economica. I Tesori di Canosa di Puglia” che si è tenuto
questa mattina, 16 novembre, al teatro
comunale “Raffaele Lembo” di Canosa.
L’iniziativa, organizzata da “Confindustria Bari e Bat” nell’ambito della “XII Settimana della Cultura d’Impresa”, è
patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Canosa di Puglia.
“Siamo onorati di aver ricevuto la visita del
ministro Bray avendo in parte contribuito con gioia all'iniziativa di
Confindustria – ha dichiarato il primo cittadino, Ernesto La Salvia -. Vogliamo
essere sinergici con tutte quelle operazioni che, da qualsiasi parte
provengano, abbiano lo scopo di promuovere questo territorio aggiungendosi a
quanto già fa la Pubblica Amministrazione. E' stato esemplare l'esempio di civiltà
e di compostezza della cittadinanza dimostrato nel corso della manifestazione;
ringrazio tutti per essere intervenuti e in particolare gli studenti e i
ragazzi: saranno loro che raccoglieranno il testimone di azioni che sono di
promozione sociale innanzitutto, e poi, politica. È necessario non perdere
occasione per portare alla ribalta la
ricchissima storia di cui Canosa è testimone, ponendo all’attenzione
nazionale l’immenso patrimonio culturale e archeologico della Città”.
Alla
manifestazione, oltre al ministro e al primo cittadino di Canosa, sono
intervenuti, tra gli altri, il vicesindaco Pietro Basile e l’intera
Giunta comunale (gli assessori Sabino Facciolongo, Giovanni Quinto, Francesco
Minerva, Laura Lupu, Leonardo Piscitelli, Cosimo Zannolfi), l’assessore
provinciale, Giovanni Patruno, nonché il vicepresidente per il Mezzogiorno di
Confindustria e Presidente della Commissione Cultura di Confindustria, Alessandro Laterza, il coordinatore del forum RSI di
Confindustria Bari e Bat, Laura
Ruggiero, l’amministratore unico di “Farmalabor”, Sergio Fontana, il presidente della Fondazione Archeologica
Canosina, Sabino Silvestri, il
parroco della Concattedrale “San Sabino”, monsignor Felice Bacco, il sovrintendete archeologico alle Catacombe -
Pontifica Commissione di Archeologia Sacra, Fabrizio Bisconti. Nel corso del convegno è stata più volte
ribadita dai vari relatori l’importanza che ha la collaborazione tra “pubblico”
e “privato” per la valorizzazione dei beni culturali, in quanto può di fatto creare
opportunità e prospettive di sviluppo economico del territorio.
Questa iniziativa
rappresenta uno dei quattro eventi che, a livello nazionale, sono stati
organizzati da Confindustria per la “XII Settimana
della Cultura d’Impresa”: gli altri appuntamenti si terranno a Catania, Roma, Milano (info: http://www.confindustria.it/Aree/SettimanaCultura2013.nsf/EventiNazionali?OpenView).
Nel corso dell’incontro si è discusso anche della valorizzazione delle
catacombe di Santa Sofia, uno dei più interessanti siti archeologici
paleocristiani d’Italia, che si snodano nel sottosuolo a circa 1 km dal centro
abitato, in un’area dove, a cielo aperto, sorgono i ruderi della preziosa
basilica paleocristiana. Le catacombe cristiane non sono visitabili perché necessitano
di consolidamento per la loro fruizione. “Per
porre all’attenzione nazionale questo patrimonio dimenticato – ha detto
Sergio Fontana -, il Forum per la
responsabilità sociale d’impresa di Confindustria Bari e Bat ha organizzato
questo incontro con il ministro Bray”.
“Un Piano di sicurezza da apprestare – ha sottolineato Bisconti - per il prosieguo degli scavi alle catacombe
di Santa Sofia è ciò che manca affinché venga sottoscritto un accordo tra la
Santa Sede e lo Stato Italiano sulla “disponibilità” acquisita del sito
cristiano presente a Canosa di Puglia, da parte della Pontificia Commissione di
Arte Sacra del Vaticano. Il fatto che io oggi
sia qui, però, attesta che per lo meno la parte burocratica è pressoché giunta
al termine. Procede quindi l’iter che porterà alla valorizzazione delle
catacombe di Canosa”. “Una rarità per il Mezzogiorno d’Italia - ha aggiunto monsignor Felice Bacco- che annovera al Sud la scoperta di altri due
soli esemplari: a Siracusa e a Napoli”.
Dopo il convegno è seguita l’inaugurazione del “Museo
Paleocristiano della Cattedrale” presso “Palazzo Minerva”, in piazza Vittorio
Veneto, dove, per l’occasione, è stato esposto al pubblico il “Crocifisso
d’Avorio” della Cattedrale (del XII sec.), un prezioso manufatto d’arte sacra, recuperato
tre anni fa a Parigi dal “Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale” dei
Carabinieri, dopo il suo furto.