Quattromila posti di lavoro persi dal 2009.
E’ il dato più drammatico della crisi economica in Capitanata di cui
discuteranno CGIL, CISL, UIL di Foggia, martedì 15 ottobre 2013 dalle ore 9,30,
presso la locale Cassa Edile, dove si terrà un attivo unitario provinciale, al
quale interverranno i segretari generali, Filomena
Trizio, Emilio Di Conza e Gianni
Ricci. CGIL CISL UIL, dopo la fiducia ottenuta dal Governo in Parlamento, sono
mobilitate per chiedere all’esecutivo “decisioni in materia di politica
economica e fiscale che siano segno tangibile di un’inversione di tendenza
rispetto alle scelte recessive degli ultimi anni, a partire dalla legge di
stabilità. Non si può immaginare di uscire dalla crisi senza puntare sul lavoro
e sulla buona
occupazione”.
In ragione di ciò, CGIL, CISL e UIL chiedono
che la legge di stabilità preveda: un’ effettiva restituzione fiscale ai
lavoratori dipendenti e ai pensionati; una riduzione fiscale alle imprese
collegata agli investimenti e all’ occupazione; il completo finanziamento della
cassa integrazione in deroga e la definitiva soluzione al problema degli
esodati e dei precari della Pubblica amministrazione, della scuola e della
ricerca.
Per i sindacati, è “essenziale che la legge
di stabilità determini una riduzione del livello di tassazione, non solo in
nome della giustizia fiscale, ma per la necessità di rilanciare investimenti,
consumi e occupazione che non possono crescere se si accentua l’impoverimento
di lavoratori e pensionati. Ancor più
vero in una provincia come la Capitanata che nel 2012 ha toccato quota 6
milioni di ore di cassa integrazione per 16 milioni di euro in meno nelle
tasche dei lavoratori e delle loro famiglie, con 4mila i posti di lavoro persi
dal 2009, con un importo medio netto delle pensioni sotto i 500 euro.
È, inoltre, irrinunciabile che la legge di
stabilità compia scelte di politica industriale e di investimenti, senza le
quali le grandi imprese di rete fondamentali per lo sviluppo, come Telecom e
Alitalia, e grandi gruppi industriali, come Finmeccanica e quelli siderurgici,
perdono la loro funzione e rischiano di essere svenduti. Infine, bisogna
affrontare il nodo della spesa pubblica, abbandonando la dannosa logica dei
tagli lineari e realizzare, invece, un vero riordino istituzionale e una
riduzione della spesa corrente attraverso i costi standard, avviando un
processo contrattuale di riorganizzazione della pubblica amministrazione.
Infine, affinché non continui uno stato di
ingovernabilità del Paese che impedisce la realizzazione di tutte queste
necessarie riforme, occorre – secondo CGIL, CISL e UIL - che il Parlamento
cambi la legge elettorale, ridando ai cittadini la possibilità di scegliere,
superando la logica personalistica della politica e ricostruendo un clima di
fiducia nelle istituzioni della Repubblica”.