La Fisascat Cisl esprime forte preoccupazione per la condizione lavorativa degli oltre 1.200 lavoratori del settore della ristorazione collettiva di Capitanata. A ridosso della scadenza del contratto nazionale di lavoro (CCNL) del Turismo-Pubblici Esercizi, l’ANGEM (Associazione Nazionale della Ristorazione Collettiva) ha comunicato la propria uscita dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Confcommercio) e la disdetta del CCNL, che fino ad oggi ha regolamentato i rapporti di lavoro ed i passaggi di gestione dei lavoratori. L’Angem, rifiutandosi di entrare nel merito, ha proposto modifiche dell’articolato contrattuale relativo al cambio di appalto, che cancellano la garanzia della continuità occupazionale.
Per il segretario generale della Fisascat Cisl di Foggia, Leonardo Piacquaddio, “si tratta di un ‘delitto contrattuale’. Di fronte alla resistenza di Filcams, Fisascat e Uiltucs, l’Angem ha sottoscritto quanto proposto – riferisce il sindacalista - con un’altra organizzazione sindacale non maggiormente rappresentativa e non firmataria del CCNL, chiedendo successivamente alle organizzazioni stipulanti di aderire. Ma – continua Piacquaddio - il delitto contrattuale va ben oltre, sconfinando nella regolamentazione di un altro settore, quello della multiservizi che ha un proprio CCNL, sottoscritto dalle categoria di Cgil, Cisl e Uil”. Per Fisascat, “l’atto grave e irresponsabile dell’ANGEM e delle imprese associate (Alberi, AGMA, ALG Ristorazione, Chef Service, Colombo, Compass Group Italia, Copra, CO.RI.A., Dussmann Service, Elior ristorazione, Garavini & Cavallari, Gemeaz Elior, Genesi, Innova, Italcatering, Pedevilla, Sodexo Italia, Turrini ristorazione), mina ulteriormente la già precaria situazione degli addetti del settore, cancellando la clausola sociale che per anni ha garantito, nei cambi di appalto, il prosieguo dei rapporti di lavoro e la continuità delle condizioni economiche e normative”.
Per questo, Fisascat è in prima linea nel sostenere la mobilitazione dei lavoratori anche in provincia di Foggia, dove sono impegnati presso diversi appalti di Enti pubblici e privati, come gli Ospedali Riuniti e la SOFIM. A seguito dello sciopero nazionale, del 3 giugno scorso, Fisascat chiede con maggior forza: il ritiro della disdetta ed un confronto serio per la definizione del contratto; il mantenimento delle regole che tutelano i lavoratori; l’applicazione delle regole in materia di relazioni con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. “Il rispetto dei lavoratori è un obbligo - conclude Piacquaddio - pertanto saranno valutate tutte le iniziative più opportune per il sostegno e la difesa di questi lavoratori, già in forte difficoltà, in un comparto lavorativo le cui sofferenze sono già esasperate nei vari cambi di appalto”.