cittadinanza ai minori nati da genitori stranieri

“Il mancato riconoscimento dello status di cittadino, a chi è nato in Italia, rappresenta un potenziale elemento di esclusione dai diritti che sono considerati basilari per la persona. Si rischia di creare un pericolosa discriminazione, di trasformare i diritti in privilegi validi solo per i cittadini, ossia per coloro che possono vantare ‘il
sangue giusto’. Lo dichiara Orazio Micalizzi presidente della Fondazione Xenagos, commentando l’esame da parte del Paramento del progetto di legge che consente di concedere la cittadinanza ai minori nati da genitori stranieri.



“I residenti – continua il presidente di Xenagos - rischiano di essere classificati in individui di serie A e individui di serie B, sulla base delle possibilità di accesso alle opportunità e ai servizi, generate dai diritti di cittadinanza”.
“La presenza di oltre un milione di non cittadini nel nostro Paese – dichiara Mauro Maurino, Presidente del comitato scientifico della fondazione Xenagos – è una questione ineludibile per una società che si interroga sul proprio futuro. Bisogna affrontare questi temi mettendo da parte questioni ideologiche ed utilizzando la giusta
concretezza”. 
“È in atto – continua Maurino - una vera e propria emergenza democratica. Un’emergenza che non interpella soltanto lo stato, le leggi, le amministrazioni locali, ma anche la società civile e il tessuto imprenditoriale”.
“Il presidente Napolitano – prosegue Mauro Maurino - ha autorevolmente ricordato che questi ragazzi e ragazze sono ‘nuovi cittadini italiani’ e rappresentano ‘energia vitale per l’Italia’. Crediamo sia nell’interesse collettivo giungere ad un’equa distribuzione delle opportunità che generi la mobilità sociale capace di dare forza alle
nostre comunità, speranza ai giovani e sicurezza ai più deboli a prescindere dall’etnia di provenienza”.
La Fondazione Xenagos chiede, inoltre, una revisione della legge sulla cittadinanza (Legge 91/1992) che preveda la riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a una persona straniera per poter chiedere di diventare cittadino italiano (cosiddetta “cittadinanza breve”).

Francesco Lauricella