Sempre più difficile ricevere notizie “certe” in Regione Basilicata, oltre alla consueta lentezza degli apparati burocratici si associa anche la mancanza di documentazione su alcune vicende delicate ed onerose. 36 milioni di euro non sono pochi, questo è l’ammontare del contenzioso con la società Icla spa. Una storia antica che si trascina dalla Prima Repubblica quando la società Icla si aggiudicò in associazione con una ditta lucana un enorme appalto di 76 miliardi di lire per la sistemazione idraulica a difesa delle infrastrutture nel basso Basento. Dopo vicende giudiziarie con relativi
stop, la Regione Basilicata procede alla rescissione del contratto nel 2000 con i lavori non ancora ultimati. Nel frattempo la Icla fallisce affossata da centinaia di miliardi di lire di debiti ed il Commissario liquidatore impegnato a recuperare gli indennizzi per la ex società dai vari committenti, Regione Basilicata compresa. Chiesi chiarimenti con una interrogazione a risposta scritta il 2 dicembre 2010 alla quale non ricevetti alcuna risposta se non dopo un’ulteriore richiesta della documentazione in data 9 dicembre 2011, finalmente ho la risposta nel maggio 2012. Una risposta ovviamente incompleta dove in perfetto linguaggio da burocrazia italiana è descritto per sommi capi la situazione del contenzioso.Ovvero che vi sono stati tre Lodi arbitrali: uno vinto dalla Regione Basilicata e gli altri due il Lodo Linguitti che condanna la Regione Basilicata a pagare 20 milioni di euro ed il Lodo Piselli che ha condannato la Regione Basilicata al pagamento di circa 16 milioni di euro. Per ambedue i contenziosi la Regione Basilicata ha presentato ricorso pendente presso la Corte di Appello di Roma.
Nella risposta fornitami, incompleta, viene precisato che per “effetto di pronunce di provvisoria esecutività dei predetti lodi, concessi dal giudice di appello, i crediti hanno costituito oggetto sia di pignoramento che di cartolarizzazione ma che allo stato la procedura pignoratizia è ancora in corso anche se non risultano assegnazioni formali di somme”.
Invece, per la richiesta di documentazione “non evasa” dagli uffici regionali perché “non è possibile fornire documentazione riferita alla vicenda in quanto, a prescindere dalla natura dei dati sensibili delle informazioni ivi contenute, i carteggi sono detenuti dai professionisti esterni che sono stati incaricati della difesa dell’Ente”.
Quindi in Regione Basilicata ad una richiesta di documentazione di faccende pubbliche, di atti amministrativi, di contenziosi che riguardano la sfera della Cosa Pubblica non è possibile avere documentazione per comprendere cosa sia successo, lasciando il giudizio alla sola magistratura che deve svolgere il suo corso. Una risposta che considero poco trasparente ed indice di una approssimazione da parte della burocrazia regionale e non solo in quanto la risposta arriva dalla politica.
Nella risposta fornitami, incompleta, viene precisato che per “effetto di pronunce di provvisoria esecutività dei predetti lodi, concessi dal giudice di appello, i crediti hanno costituito oggetto sia di pignoramento che di cartolarizzazione ma che allo stato la procedura pignoratizia è ancora in corso anche se non risultano assegnazioni formali di somme”.
Invece, per la richiesta di documentazione “non evasa” dagli uffici regionali perché “non è possibile fornire documentazione riferita alla vicenda in quanto, a prescindere dalla natura dei dati sensibili delle informazioni ivi contenute, i carteggi sono detenuti dai professionisti esterni che sono stati incaricati della difesa dell’Ente”.
Quindi in Regione Basilicata ad una richiesta di documentazione di faccende pubbliche, di atti amministrativi, di contenziosi che riguardano la sfera della Cosa Pubblica non è possibile avere documentazione per comprendere cosa sia successo, lasciando il giudizio alla sola magistratura che deve svolgere il suo corso. Una risposta che considero poco trasparente ed indice di una approssimazione da parte della burocrazia regionale e non solo in quanto la risposta arriva dalla politica.
Il contenzioso con l’Icla spa non è solo mera questione di diritto amministrativo o natura legale, è anche una vicenda che penalizza l’Ente Regione e le sue finanze, quindi è necessario e doveroso che gli atti ed i carteggi, con il rispetto dei “dati sensibili”, siano messi a disposizione dei rappresentanti istituzionali. A meno che, non si voglia coprire qualche responsabile, aspettando che il tempo faccia dimenticare tutto.
A tal proposito, a tutela degli interessi dei cittadini lucani, abbiamo presentato una mozione da portare in discussione in Consiglio Regionale con la quale chiediamo l’istituzione di una commissione interna che faccia chiarezza sui vari passaggi amministrativi dall’affidamento dei lavori, alla rescissione contrattuale e stabilisca se vi siano state eventuali mancanze e/o carenze e/o responsabilità che hanno generato la richiesta di pignoramento da parte della Icla Spa.
Potenza 29/05/2012
A tal proposito, a tutela degli interessi dei cittadini lucani, abbiamo presentato una mozione da portare in discussione in Consiglio Regionale con la quale chiediamo l’istituzione di una commissione interna che faccia chiarezza sui vari passaggi amministrativi dall’affidamento dei lavori, alla rescissione contrattuale e stabilisca se vi siano state eventuali mancanze e/o carenze e/o responsabilità che hanno generato la richiesta di pignoramento da parte della Icla Spa.
Potenza 29/05/2012
Gianni Rosa