Innanzitutto faccio gli auguri al dott. Rocco Colangelo per la nomina a Commissario dell’Arbea in sostituzione del dott. Andrea Freschi.
Contemporaneamente all’atto di nomina, sul BUR del 6 marzo 2012 è stato pubblicato l’avviso per la selezione del nuovo Direttore Generale di Arbea, i candidati potranno presentare le domande entro il 5/4/2012.
Tutto normale? Credo di no, guardando l’aspetto legale non vi è alcuna sbavatura, ma per quanto concerne l’opportunità politica invece vi sono falle enormi, commisurate allo spessore, alla carriera ed alle capacità dello stesso dott. Rocco Colangelo e sopratutto alla storia politica di Basilicata nel quale l’ex Craxiano ha un ruolo fondamentale.
La Regione Basilicata è amministrata male, ma gestita con un metodo scientifico per quanto riguarda la salvaguardia della nomenklatura. Il bando per la nomina di Arbea andava fatto per ottemperare ad una precisa norma – lo sanno anche i sassi di Viale Verrastro- ma chiedo nel frattempo il valido dott . Freschi, oggi direttore generale del Dipartimento Agricoltura cui dipende l’Arbea, non poteva rimanere quale commissario pro-tempore in attesa della nomina del suo successore? E ci chiediamo, il dott. Rocco Colangelo dopo aver sacrificato il suo tempo libero e le sue capacità per tenere alta la barra di Arbea, non presenterà la sua candidatura per Direttore Generale?
In Basilicata nulla succede per caso. Con la nomina del commissario si pone un’ipoteca alla selezione prevista dal bando pubblico e purtroppo chi ambisce alla successione di Freschi, anche se con curriculum ed esperienze, perderà solo il suo tempo. Il nome c’è, la carica è già assegnata e l’ufficio non cambierà la targhetta se non nella dicitura da Commissario a Direttore. Sono due anni che sento parlare di eccellenze lucane, giovani cervelli, investire sui giovani, rinnovamento, meritocrazia, però ogni volta ritroviamo nei posti che contano i soliti noti, sempreverdi. In questo caso passiamo dalla Società Energetica Lucana all’Arbea.
Colangelo emblema di un’Oligarchia che non vuole dare spazio a nessuno e che ingessa la Basilicata. E’ stato uno dei fondatori del centrosinistra lucano: il craxiano di ferro che ha stretto un patto con gli ex avversari del Pci Pds. E’ stato uomo di punta e manovratore della Giunta Di Nardo; super direttore generale con Bubbico; poi assessore alla Sanità, poi dopo la famosa cena del Country In è estromesso dal governo regionale.
Storia che dimostra l’attaccamento alle poltrone e della cupidigia partitica di un’oligarchia che occupa tutto anche con l’ipocrisia di agire legalmente con bandi pubblici e per meritocrazia.
Potenza 17/03/2012
Gianni Rosa