ROMA 5 NOVEMBRE 2010. LIBRERIA IL FILO ORE 17,30. PRESENTAZIONE DEL LIBRO: “IO SONO DECLINATA IN MILLE MODI” DELLA POETESSA MARIANNA MANZULLO DI MASCHITO.
Maschito.
La giovane poetessa Marianna Manzullo di Maschito continua a far parlare di sé. Il prossimo 5 novembre nella libreria Il Filo di Roma presenterà la sua ultima opera: “Io sono declinata in mille modi”. E’ una raccolta di versi che non parla della storia di qualcuno, ma mette lo sguardo dentro la storia di qualcuno. Infatti, la prefazione di questo libro, della dott.ssa Paola Santamaria, riferisce: “Il lavoro di Marianna Manzullo si distingue nel panorama della poesia contemporanea per una densità dei versi fuori dal comune, per una forza emotiva che non conosce limiti, per un mettersi in gioco che non è di tutti e che consente di donare agli altri ciò che si è sperimentato sulla propria pelle. È la stessa autrice che nella nota iniziale del libro afferma “Quello che vorrei emergesse dalla lettura dei miei versi non è semplicemente qualcosa della storia di una donna, della mia storia, ma uno sguardo dentro la storia di ciascuno. Nelle nostre possibilità” (Nota dell’autrice). Un lavoro collettivo, dunque, globale, che può racchiudere le anime di persone diverse, apparentemente distanti, ma unite in qualcosa di più grande, la poesia.
La scrittura è qualcosa di innato nell’autrice, è ciò che precede le sue conoscenze scolastiche, va al di là della sua consapevolezza, così come della sua volontà, “Scrivo / per biologico impulso / e se manco all’appuntamento con voi, / o impazienti fogli, / eccovi implacabili / tormentarmi / i sensi”.
Un’urgenza che nasce dall’interno, che non dà tregua,”A tre anni [...] sognavo la scrittura. Non ho mai smesso di scrivere. C’è stato sempre il desiderio, poi diventato cosciente, di allargare, attraverso la scrittura, quel mondo che sentivo espandersi da dentro me” (Nota dell’autrice). Un’unica forza, corpo e anima, “che s’impossessa delle nostre ore e le fa cantare! E le forgia, le lima, le spoglia e le veste.”Il percorso di Marianna Manzullo si articola in quattro diverse sezioni
distinte, quattro tappe che racchiudono l’essenza della poesia e che sono anche funzionali alla lettura stessa. La scrittura risulta, così, più incisiva e più fruibile, senza l’alternanza vacua di temi che verrebbe a crearsi in un’antologia non costruita, né ordinata, ma lasciata al libero impulso
emotivo.
Nella prima parte della silloge, l’autrice affronta le contraddizioni sue, ma che sono anche tipiche dell’essere umano, in un cammino di Luce ombra. Ed ancora una volta è la Parola a farla da padrone, a generarsi al di là di ogni possibile volontà razionale. “Di quest’attimo / raccolto / nelle pagine mentre / sfiora la mano / il foglio amico, / mentre il grembo geme / pienezza / d’altre parole, di parole altre. / E soffoco / per il desiderio / di partorire quel che sono / in parole che sappiano di silenzio”. Ogni cosa muta in versi “Ed ecco / ora / tutte le cose si fanno parola / e dal tuo
sangue / come acqua sorgiva vengo /condotta al porto” (Passaggio). La scrittura di Marianna Manzullo ci fa vivere in atmosfere surreali, al confine tra cielo e terra, in luoghi che non pensavamo potessero esistere”.
Ecco uno stralcio dei suoi versi:
Ti ho atteso
ascoltando il vento
e mi è parso di sentirlo
il tuo arrivo
nello stormire dei rami.
[...]
Ti ho atteso
agli angoli delle strade
dove svoltava ogni storia.
Quando la morte verrà
avrà uno sguardo che conosco.
(Attesa)
Lorenzo Zolfo
