Antonio Pepe non fiori ma opere di bene

GINESTRA SETTEMBRE 2010. AI FUNERALI DELLA MOGLIE,INVITA PARENTI ED AMICI A NON PORTARE FIORI, MA A RACCOGLIERE FONDI PER I TERREMOTATI DELL’ABRUZZO. LI PORTA DIRETTAMENTE LUI,  ANTONIO PEPE, INSIEME AD ALTRI COLLEGHI DELLA PROTEZIONE CIVILE.
Ginestra.
Nel piccolo centro arbereshe del Vulture, in questi giorni è giunto un emigrante Antonio Pepe, da 50 anni “trapiantato” in Piemonte, per motivi di lavoro. Ritorna ogni anno nel suo paese di origine, ma l’anno scorso non è venuto perché in famiglia è venuto a mancare, nel mese di aprile, la moglie Anna Rosa Carbone, a causa di una improvvisa malattia. Il giorno del funerale della moglie, svolto pochi giorni dopo il terremoto in Abruzzo, ha chiesto alla popolazione, ai parenti, amici e conoscenti di essere solidali non con fiori, ma con la raccolta di fondi da destinare ai terremotati dell’Abruzzo. E così è stato, Antonio Pepe, che da quando è in pensione, è membro della protezione civile di Favria, Comune piemontese dove abita, ha raccolto tanti soldi e li ha portati, insieme ad altri, nei Comuni di Calascio e Filetto. Un gesto, quello fatto da Antonio Pepe, significativo: Anche attraverso il dolore, si può alleviare quello degli altri e si può essere solidali anche in momenti di estrema tristezza. Antonio Pepe ha deciso di fare questo dopo essersi consultato con i figli, Roberto e Maria.
Avvicinato Antonio Pepe, che a fine mese ritornerà in Piemonte dove risiedono i figli ed ha una villetta, frutto di una vita di lavoro, ha riferito: “dopo tanto tempo passato dalla morte di mia moglie, sono convinto di aver fatto la cosa più giusta, donare  all’Abruzzo i proventi dei fiori, sarebbe stata d’accordo anche mia moglie. Vedere dal vivo gli effetti di un terremoto è così drammatico, case distrutte, paesi cancellati e cumuli di polvere dappertutto. Era come vivere in un mondo…fantasioso. Avremmo festeggiato i 45 anni di matrimonio, era una donna generosa e legata a Ginestra, tre anni fa, insieme ai suoi compagni di classe di 5^ elementare, hanno voluto ricordare il loro insegnante Aurelio Ciriello, portando gesti di carità sulla sua tomba nel cimitero di Ginestra. La sofferenza della nostra famiglia per la perdita di mia moglie, pur non essendo paragonabile a quella dei terremotati dell’ Abruzzo, ci ha profondamente scossi, abbiamo  pianto e sofferto  nel vedere immagini in televisione del disastro del terremoto. Non devo dimenticare la sofferenza di mia moglie, che pur consapevole della malattia, nel vedere le immagini in televisione del terremoto abruzzese. Grazie al ricavato della generosità della popolazione di Favria, che senza esitazione, ha prontamente aderito a questa mia iniziativa, siamo riusciti ad acquistare materiale scolastico e beni di prima necessità per due Comuni abruzzesi. In questo modo abbiamo voluto ricordare mia moglie e cercato di portare, in famiglia,un po’ di quella tranquillità, di cui tutti avevamo bisogno”.
Questa è la storia di un pensionato di Ginestra, emigrato in Piemonte, che valeva la pena raccontarla.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae Antonio Pepe a Ginestra ripreso in piazza Ciriello.