
RIPACANDIDA. EVENTI:R-ESTATE A RIPACANDIDA. RISISTEMATO IL CAMPO DA TENNIS PER DAR VITA AD UN CORSO DI TENNIS AD UN TORNEO VINTO DA ANTONIO DISABATO CHE BATTE LORISO IN FINALE.
Ripacandida.
Molto spesso nei piccoli centri si costruiscono impianti sportivi che il più delle volte restano inutilizzati, è il caso del campo in erbetta sintetica “Pino De Caro” di Ripacandida. Non viene quasi mai utilizzato, nonostante che il Comune l’abbia dato in gestione ad un’associazione del posto, l’Acli “I Fiori del Vulture”, da qualche anno.
In occasione dell' estate il Comune di Ripacandida ha deciso di risistemare il campo da tennis, lasciato da anni in stato di abbandono, con l' acquisto di una rete nuova, con la pulizia del campo di gioco da erbacce e la costruzione di tribune ai lati della struttura. Con un campo in quasi perfette condizioni, l' associazione ACLI di Ripacandida ha deciso di tenere un corso di tennis per i ragazzi under 14 due volte la settimana fino a settembre e di organizzare un torneo di tennis singolare misto aperto a tutti. Il torneo ha avuto un successo inaspettato con la partecipazione di 21 appassionati di tennis ( non è poco per un paese di millecinquecento abitanti), tra cui tre donne, i tennisti si sono battagliati per circa tre settimane con la finalissima disputatasi il 14 agosto in notturna tra Antonio Disabato, vincitore del torneo, e Loriso Rubino che hanno dato vita ad un match vibrante di 2 ore e 26 minuti, caratterizzato dal diritto potentissimo di Disabato e dalla capacità di sbagliare molto poco di Loriso, conclusosi 6-3;2-6;6-2;7-6 a favore del primo. Tra gli atleti si sono distinti per le loro capacità tecniche Lino Potenza, Marcello Duilio, finiti rispettivamente terzo e quarto nel torneo, Maria Antonietta Disabato, Sinisi Davide, Nico Cutrone, Nello Ingenito e Summa Giovanni. Alla premiazione ha partecipato il presidente del l' ACLI di Ripacandida Nina Chiari che dopo i complimenti non solo al vincitore, ma a tutti i partecipanti, ha ribadito la volontà di ripetere l' esperienza anche il prossimo anno.
Lorenzo Zolfo